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  • Trenino Rosso del Bernina

cavaglia


Lasciato alle spalle Poschiavo, il lungo serpentone rosso s’inerpica sul versante della montagna e inizia il suo viaggio tra ponti e gallerie. Per il turista più attento sarà curioso prendere parte attiva all’ ”andamento a chiocciola” che il trenino compie: macchina fotografica in mano bisogna essere pronti a saltellare da un lato all’altro del vagone tra una galleria e l’altra. Al buio dei tunnel il treno compie un giro di 180° e, senza accorgersene, all’uscita ecco che il panorama che prima ci abbracciava sulla destra ora è alla nostra sinistra. Via via si incontrano piccole e folkroristiche stazioni, Cadera, Stablini, lungo l’antico sentiero del vino, dove nel passato carovane di cavalli e buoi si davano il cambio per trasportare nelle some l’oro di un tempo: il vino eroico di Valtellina, da vendere oltre confine o donare a personaggi illustri. Scesi alla stazione di Cavaglia, nome che ricorda il torrente Cavagliasco che scorre lungo la piana prima di gettarsi nel fiume Poschiavino a fondovalle, inizia una piacevole escursione, indicata da maggio ad ottobre. Ci si dirige a sinistra finché si giunge alle porte del “giardino dei ghiacciai” dove curiose scale conducono il nostro sguardo sul promontorio di Puntalta. È lo spettacolo delle famose “marmitte dei giganti”. 28 piccole e grandi buche nella roccia, gioielli naturalistici, frutto delle glaciazioni susseguitesi nei millenni dopo lo scioglimento del ghiaccio che ha lasciato come unico ricordo odierno lo spettacolo del Piz Palù. Tra una marmitta e l’altra è possibile incontrare la tipica e protetta flora del luogo: il biotopo. Passeggiando si giunge infine presso un’area picnic attrezzata dove, con rispetto e attenzione per gli altri e la natura, si può sostare e rinfocillarsi all’ombra degli alberi.